Festival Internazionale di Musica Antica nei centri storici del Friuli Venezia Giulia

Ricomincia Musica Cortese!
La rassegna di Musica Antica riprende il viaggio iniziato nell'autunno del 2016 proponendo, in questa seconda parte, un nuovo cartellone con otto concerti.

 

pellegrini a cavalloCalendario dei concerti in programma tra l'1 giugno e l'8 luglio 2017

Giovedì 1 giugno - ore 21.00
Castello di Udine, Salone del Parlamento
"Il Ballar Lombardo". Viaggio in danza nelle corti del Rinascimento italiano.
IL BALLARINO

Venerdì 9 giugno - ore 21.00
Gradisca d’Isonzo, Palazzo Torriani
"Orient Express". Musiche antiche e moderne dall’oriente.
COLLEGIUM PRO MUSICA

Sabato 10 giugno - ore 21.00
Castello di Gorizia, Sala degli Stati Provinciali
"Dowland. Viaggio in Italia". Il diario immaginario del viaggio di John Dowland in un’Italia di paesaggi, di emozioni, di cibi diversi, di incontri casuali, di appuntamenti mancati.
MARCO BEASLEY - STEFANO ROCCO - FABIO ACCURSO

Sabato 17 giugno - ore 21.00
Gorizia, Palazzo del Monte di Pietà, Fondazione Carigo
"Chromatikos". Suoni, colori, affetti.
BOR ZULJAN

Martedì 20 giugno - ore 20.30
Trieste, Tempio serbo-ortodosso della Ss. Trinità e di S. Spiridione - Via Spiridione 9
"Ko peva, zlo ne misli / Chi canta, non ha pensieri malvagi".
RATKO TEOFILOVIC - RADISA TEOFILOVIC

Mercoledì 28 giugno - ore 21.00
Valvasone, Piazza Castello
"Arte et Marte". Un viaggio in musica tra Ungheria e Europa centrale.
MUSICA HISTORICA

Giovedì 6 luglio - ore 21.00
Gorizia, Sinagoga - Via Graziadio Isaia Ascoli 19
"Calli, campi e scole: a spasso nella Venezia di Shylock".
LUCIDARIUM ENSEMBLE

Sabato 8 luglio - ore 21.00
Udine, Oratorio del Cristo, Accademia Nico Pepe - Largo Ospedale Vecchio 10/2
"Codex Buranus".
ENSEMBLE DRAMSAM

 

Musica Cortese

Iter - Il Viaggio

La valorizzazione degli spazi e dei luoghi storici attraverso la riproposizione dei repertori e della prassi musicale antica a loro collegati, sono anche quest’anno l’obiettivo principale della rassegna.

Iter – Il Viaggio è il tema ed il titolo individuato per l’edizione 2016-2017: Viaggio nelle molteplici accezioni che questo tema ha assunto storicamente, ma anche nelle sue varie declinazioni di significato.

Un viaggio che può diventare un pellegrinaggio verso le grandi mete della spiritualità, o un percorso culturale per raggiungere i centri del sapere, o ancora una migrazione, di popoli, di culture, di religioni diverse.

 

"E’ difficile immaginarci oggi il viaggio sulla strada medievale. Le nostre sono semplicemente tratti d’unione da percorrere velocemente, spronati dal tempo tiranno. Ben altra cosa le strade d’Europa dei primi secoli dopo il mille, frequentate e percorse da gente d’ogni sorta, spesso ai limiti della società e da viandanti d’ogni genere.

Ma se la strada poteva essere percorsa per necessità materiale come nel caso dei mercanti e perché no dei malfattori, poteva essere nello stesso tempo un luogo di transito spirituale, il vero luogo deputato del pellegrino.

L’uomo medievale è pellegrino per essenza, per vocazione, anche nelle forme più rischiose, dove l’homo viator, munito dell’usbergo della croce, è assalito ed assalitore, devotamente feroce.

Pellegrino si diventa. Si diventa con la povertà, con la carità, tal ora solo con la rinuncia. Si diventa attraverso un inizio che è paragonabile alla morte: il pellegrino di distacca dalla sua terra e il viaggio è la sua trasformazione. Morire simbolicamente per poter realmente morire nei luoghi sacri in cambio della vita eterna attraverso il viaggio, il pellegrinaggio.

E di simili privazioni, rischi ed abusi sono spesso vittime anche gli studenti medievali, migranti della conoscenza, favoriti nella loro peregrinatio academica all’interno dell’Europa Medievale, dall’assenza di frontiere e dalla condivisione della lingua, il latino medievale.

Ascoltare note musicali e parole che evocano le vicissitudini ma anche il modus vivendi di una parte della società medievale, potrebbe forse farci pensare che l’Europa di oggi, con i viaggi moderni legati ai programmi Erasmus, al Giubileo dei Popoli e alle fughe dalle guerre contemporanee, non risulta in definitiva così diversa per alcuni tratti come i secoli trascorsi da quell’epoca lontana potrebbero far supporre."

 

Ricordando Paolo

Itineraria 2017Riparte Musica Cortese, edizione 2017 e per la prima volta riparte senza la presenza di colui che della Rassegna è stato non solo il promotore ma anche l'anima e l'artefice creativo.
Se per le persone che lo hanno conosciuto ed amato l'assenza di Giuseppe Paolo Cecere è un vuoto incolmabile che rende banale e superflua ogni parola che tenti anche solo di descriverlo, per coloro che lo hanno conosciuto attraverso la sua musica, la sua passione per gli “affetti ed effetti” che la musica sa trasmettere, per l'entusiasmo attraverso il quale ha tentato negli anni di contagiare con questo amore più persone possibili, ecco, a queste persone, al “pubblico” ideale che lo ha seguito attraverso gli anni della sua avventura di vita e nella sua ricerca del “bello” non solo fine a sè stesso ma legato alla condivisione intellettuale ed emozionale di musiche, di repertori appartenenti al passato ma in grado di esprimere ugualmente una sorta di palpabile “sentire collettivo”, a loro è dedicato questo ricordo.

Fabio Accurso - compagno e complice da sempre nei progetti targati Dramsam - ricordando Paolo, notava come in lui la cifra che lo caratterizzava era legata alla sua “voglia” e alla sua forza inesauribile di “costruire”, sulla sabbia o sulla pietra non aveva importanza, ma costruire sempre, elaborare progetti, reinventare attività, risolvere problemi. Il fatto che poi, magicamente, ogni “impresa” (o quasi) andasse a buon fine, nonostante le difficili condizioni che a volte ne caratterizzavano l'esordio, credo fosse basato sul bagaglio umano ed intellettuale a cui Paolo era in grado di attingere e sulla sua capacità di mettersi in gioco, ogni volta, in ogni nuovo progetto.

Affidarsi alle sue parole per descrivere il suo modo di intendere non solo la musica antica ma anche la visione di un mondo ancora sconosciuto ai più, che si cela dietro l'ascolto di questa musica, forse può essere il modo migliore non solo per far conoscere il suo pensiero ma anche per rendergli in qualche modo l'onore che gli è stato negato dalla fine prematura del suo “viaggio”.

“...chiedersi: perché la musica? Perché l'utilizzo del suono, di questo fenomeno percettivo proprio della specie umana e la sua trasformazione in qualcosa di diverso e fondamentalmente inutile, non certo funzionale alla sopravvivenza umana, ha raccolto, fin dalle origini dell'uomo, energie intellettuali e materiali degne, forse, di miglior fine, è ormai un artificio retorico inutile. L'oscuro meccanismo rimane a tutt'oggi celato tra gli insondabili empirei del movimento delle sfere celesti; non resta che prenderne atto , in attesa di capirlo.”

“...quella serie di piccole limitazioni ed imitazioni derivanti dalla ricerca storica e musicale, non disgiunta dal ricorso ad un proprio atteggiamento artistico e da un approccio critico e creativo, non può che fare, oggi, della "musica antica" una "musica nuova", un nuovo repertorio a cui legare “affetti ed effetti”. In quest'ottica si è costruita... Musica Cortese.”

Alessandra Cossi

 

Itineraria, l'evento speciale dedicato alle musiche e alle culture "migranti" con cui Musica Cortese ha ripreso il viaggio iniziato nell'autunno del 2016.

Itineraria 2017

Le lingue, i suoni, i sapori, gli uomini viaggiano da sempre e spostandosi incontrano altri uomini, linguaggi e sapori.

Migrazioni, anche recenti, ci raccontano di antichi rapporti e nella stratificazione del tempo si nascondono contatti e distanze.

Dal vicino oriente per secoli hanno viaggiato merci, uomini e pensieri, in andata e ritorno, fino al giorno d’oggi quando nuovi drammi e miserie favoriscono nuovi incontri / scontri di genti e culture. In questo caso la musica è un marcatore culturale formidabile per evidenziare distanze e vicinanze. Così oggi, come un tempo, testimonianze apparentemente lontane convivono nella nostra realtà quotidiana. Musiche migranti che incrociano esperienze diverse, incontri e contaminazioni.

Testimonianze vive di culture “altre" arricchiscono il nostro panorama culturale e ci obbligano a un confronto, una conoscenza che svela storie, drammi, temi e linguaggi. Dal Kurdistan e dall’Afghanistan arrivano suoni apparentemente lontani nel tempo e invece strettamente contemporanei nel loro essere voce di popolo e affermazione culturale di identità spesso negate."

Valter Colle